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Un antico scioglilingua: la campana di Procolo

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mistero di Procolo

 

La chiesa di San Procolo si trova in via d’Azeglio; è un piccolo edificio, ma vanta l’intervento dei due grandi architetti bolognesi del ‘500, il Vignola e il Terribilia.

Il sito dove si trova la chiesa, in epoca romana era un cimitero extraurbano, dove venne sepolto Procolo, un legionario che fu martirizzato in quanto cristiano.

La leggenda narra che Procolo fu decapitato in un luogo sui colli bolognesi e che la sua testo rotolò dai colli fino al posto dove oggi si trova la chiesa mentre il suo corpo le correva dietro per recuperarla. Quando la testa si arrestò e il corpo si ricongiunse ad essa il popolo decise di erigere una chiesa per celebrare il miracolo avvenuto.

La curiosità di questa chiesa sta nella facciata dove c’è una lapide con un testo latino avvolto nel mistero . Alcuni asseriscono che sia un scioglilingua:

SI PROCUL A PROCULO

PROCULI CAMPANA FUISSET

NUNC PROCUL A PROCULO

PROCUL IPSE FORET

A.D. 1393

Che tradotto suona così:

SE PROCOLO FOSSE STATO LONTANO

DALLA CAMPANA DI PROCOLO,

ORA PROCOLO SAREBBE LONTANO

DALLO STESSO PROCOLO

ANNO DOMINE 1393

I bolognesi narrano due leggende per spiegare il significato della lapide.

1-   Nel 1393 Procolo era il campanaro della chiesa di S. Procolo e un giorno, andando a suonare le campane per richiamare il popolo alle funzioni, una campana si staccò dal campanile e gli cadde sulla testa uccidendolo all’istante.

Se Procolo (campanaro) fosse stato lontano dalla campana (che gli cadde in testa) della Chiesa di S. Procolo, ora lo stesso Procolo (campanaro e sepolto in chiesa) sarebbe lontano da dove giace San Procolo.”.

 

2-   Procolo era uno studente dello Studium Bolognese e abitava presso il convento della chiesa di S. Procolo, perché all’epoca i frati erano soliti affittare alcune stanze agli studenti. Per studiare e seguire le lezioni Procolo si alzava al suonare della prima campana della chiesa insieme ai frati, quindi molto presto al mattino e si coricava sempre molto tardi la notte.

Questa faticosa vita di studio fece si che lo studente si ammalasse e che in poco tempo, nonostante le cure, morisse.

“Se Procolo (studente), fosse stato lontano dalla campana della Chiesa di San Procolo (dove alloggiava), ora lo stesso Procolo (studente) non sarebbe sepolto nel cimitero che c’è in San Procolo”.

Tutte e due le spiegazioni sono abbastanza ironiche, ma soprattutto la seconda che, in definitiva, ricorda uno studente deceduto per il troppo studio.

Il che farebbe ritenere che anche all’epoca (nel 1300) frequentare l’Università di Bologna non fosse per niente semplice …

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