il sito del VI incontro nazionale di aNobii

La lapide: ÆLIA LÆLIA CRISPIS (La Pietra di Bologna)

Lascia un commento

Aelialaelia

 (LATINO)

« D M

Aelia Laelia Crispis

Nec vir nec mulier nec androgyna

Nec puella nec iuvenis nec anus

Nec casta nec meretrix nec pudica

sed omnia

sublata neque fame neque ferro neque ueneno

Sed omnibus

Nec coelo nec aquis nec terris

Sed ubique iacet

Lucius Agatho Priscius

Nec maritus nec amator nec necessarius

Neque moerens neque gaudens neque flens

Hanc nec molem nec pyramidem nec sepulchrum
Sed omnia

Scit et nescit cui posuerit »

(ITALIANO)

« D.M.

Aelia Laelia Crispis

né uomo ne donna, né androgino

né bambina, né giovane, né vecchia

né casta, né meretrice, né pudica

ma tutto questo insieme.

Uccisa né dalla fame, né dal ferro, né dal veleno,

ma da tutte queste cose insieme.

Né in cielo, né nell’acqua, né in terra,

ma ovunque giace,

Lucio Agatho Priscius

né marito, né amante, né parente,

né triste, né lieto, né piangente,

questa / né mole, né piramide, né sepoltura,

ma tutto questo insieme

sa e non sa a chi è dedicato »

 L’epigrafe, prima del restauro, riportava in calce anche i seguenti versi:

 

Hoc est sepulcrum intus cadaver non habens,

Hoc est cadaver sepulchrum extra non habens,

sed cadaver idem est et sepulchrum sibi.

Questo è un sepolcro che non ha un cadavere,

questo è un cadavere che non ha un sepolcro,

ma lo stesso cadavere è sepolcro a se stesso.

 

La lapide

La Pietra di Bologna è un’iscrizione latina per Aelia Laelia Crispis, anche conosciuta come enigma di Aelia Laelia Crispis oppure Enigma della Lapide.

È incisa su una pietra rettangolare e si tratta di una (falsa) iscrizione funeraria dedicata da un uomo che si nascose con lo pseudonimo di Lucius Agatho Priscius a una misteriosa donna definita Aelia Laelia Crispis.

Secondo Richard White, questi versi sono la traduzione di un antico epigrammagreco attribuito ad Agatia lo Scolastico. Il testo sarebbe stato latinizzato dapprima da Decimo Magno Ausonio e, un millennio dopo, da Poliziano.

Questa misteriosa lapide, ora conservata nel museo civico di Bologna, era posta sul campanile a lato della chiesa intitolata alla Beata Maria Vergine Gloriosa ed ai SS Pietro e Paolo Apostoli annessa al Monastero di Casaralta (BO) dei Frati Gaudenti.

 

Il complesso di Santa Maria di Casaralta

Il complesso di Casaralta, oggi stabilimento militare, era stato eretto nel XIII secolo quale priorato dell’ Ordo Militiæ Mariæ Gloriosæ, meglio conosciuto come ordine dei frati gaudenti, più esattamente Cavalieri della Beata Vergine Gloriosa. Era un Ordine Religioso Militare nato a Bologna nel XIII secolo, sull’esempio dei Templari, per rappacificare la lotta fratricida fra Guelfi e Ghibellini, localmente Lambertazzi e Geremei.

I componenti di detto ordine dovevano essere «cavalieri a sproni dorati», possedere un cavallo, l’armatura e ciò che era necessario a un soldato.

Le condizioni per essere ammessi nella milizia erano sette: prudenza, nobiltà, ricchezza, virtù, fama, moralità, età.

Il titolo “gaudenti” deriva dalla richiesta di “gaudere” cioè di rallegrarsi della gioia che deriva dalla dedicazione a Cristo e non, come erroneamente si tende a pensare, di indulgere in attività molto più umane e terrene.

Nel 1550 il complesso diventò una commenda e fu assegnato ad Achille Volta che lo ampliò e ne arricchì gli interni con particolari stravaganti.

 I primi riferimenti alla lapide compaiono in alcuni documenti del XVI secolo.

Il testo dell’iscrizione della lapide potrebbe essere stato concepito, dicono i maligni, nel clima da cenacolo umanistico vicino a mistero, allegoria ed esoterismo che Achille Volta aveva creato, ma molto probabilmente la lapide esisteva già e il senatore Volta fece solamente ricopiare il testo, ormai illeggibile, su di una nuova lastra di marmo rosso.

Ed è proprio in questo rifacimento che il testo ha perduto i tre versi finali che comparivano nel retro della versione originale.

 

Interpretazioni della Pietra di Bologna

L’iscrizione di Aelia Laelia Crispis ha sempre suscitato grande interesse, specie in ambito alchemico.

Già nel XVI secolo: Richard White proponeva Niobe come soggetto dell’iscrizione, Ulisse Aldrovandi riteneva si trattasse di una delle amadriadi, ovvero una ninfa delle querce, mentre Michelangelo Mari era certo si trattasse dell’acqua piovana.

Ma tra le interpretazioni più amate (e fantasiose) vi è una lettura di ispirazione alchemica del testo che faceva riferimento alla pietra filosofale: secondo questa teoria, interpretando il testo correttamente, si dovrebbe poter giungere a sintetizzare la famosa pietra, chimera degli alchimisti.

 Molto probabilmente le ultime tre righe, quelle che sono andate perse durante il rifacimento della lapide, stanno a spiegare il vero significato dell’iscrizione: senza senso logico la sua incongruenza consiste nel far inutilmente lambiccare il cervello del lettore, cioè nel prenderlo in giro.

Una nota interpretazione recita infatti:

«Questo è un discorso che non racchiude nessun significato,

questo è un significato che non ha apparenza nel discorso,

tuttavia il significato c’è e sta appunto nel discorso stesso.»

 

Anche le interpretazioni più recenti ripropongono l’iscrizione come niente altro che un gioco umanistico, uno scherzo, un’invenzione erudita per far scervellare gli interpreti; la mancanza di una soluzione univoca lascia infatti spazio alla più ampia immaginazione letteraria.

Se fosse veramente così, lo scopo dell’erudito burlone è stato pienamente raggiunto.

 

Romanzi e racconti

Nel 2000 l’editore Diabasis aveva pubblicato il volume Aelia Laelia. Un mistero di pietra, raccolta di 11 racconti gialli ispirati al mistero della pietra, scritti da autori emiliani e romagnoli, tra cui Valerio Massimo Manfredi, Giuseppe Pederiali, Danila Comastri Montanari, Piero Meldini e Valerio Varesi.

Nel maggio 2009 è stato pubblicato il romanzo “Il miele di Chopin” di Franco Gandolfi, Edizioni Pendragon, nel quale, sempre nell’ambito della finzione letteraria, è proposta una nuova soluzione interpretativa all’enigma.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...