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La Basilica di San Petronio

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Chiesa principale di Bologna, la Basilica di San Petronio domina Piazza Maggiore.

Per le imponenti dimensioni (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un’altezza della volta di 45 metri) è la quinta chiesa più grande del mondo.

E’ dedicata al santo patrono della città (che ne fu vescovo nel V secolo), ma la sua costruzione fu espressione dell’autorità comunale. Fu infatti il Senato di Bologna che diede ad Antonio di Vincenzo l’incarico di edificare di una grande cattedrale, che surclassasse per dimensioni la Basilica di San Pietro a Roma.

Ultimo esempio del gotico italiano, la sua costruzione iniziò nel 1390, poco dopo quella del Duomo di Milano, e  i lavori procedettero lentamente per secoli. Dopo la morte di Antonio di Vincenzo, ci fu una lunga stasi di quasi 100 anni, fino a che nel 1514 Arduino Arriguzzi venne incaricato di continuare i lavori. Il progetto del nuovo architetto avrebbe fatto diventare la chiesa la più grande basilica della cristianità, a pianta di croce latina, con 224 metri di lunghezza, e 150 metri di larghezza.

Ma questa prospettiva non poteva piacere al Papato. In quei tempi Bologna era una delle città più grandi e ricche d’Europa, grazie all’antica e prestigiosa Università (lo Studium) e all’industria della seta, e con questo primato avrebbe largamente consolidato il suo potere. Per impedirne la realizzazione, Papa Pio IV finanziò interamente la costruzione dell’Archiginnasio, futura sede stabile dello Studium, che venne completato a tempo di record a soli 12 metri dalla basilica, impedendone di fatto la pianta a croce latina. Per lungo tempo San Petronio fu anche la chiesa dello Studium,  di cui scandiva i tempi delle lezioni con una sua campana, detta “la scolara”.

La grande basilica venne terminata nel 1659, pur non essendo ancora incompleto il  rivestimento marmoreo della facciata, sia a causa delle diatribe stilistiche su come completarla, sia a causa delle alterne vicende della città e della mancanza di finanziamenti.

San Petronio appartenne fino al 1929  al Comune, che ne fece molteplici usi e non solo per fini religiosi: luogo di cerimonie, ritrovo pubblico, tribunale. Solo a seguito dei Patti Lateranensi la proprietà è stata trasferita alla Diocesi.

Anche per questo motivo la chiesa fu consacrata solo nel 1954 dal cardinale Lercaro.

E’ aperta ogni giorno dalle ore 8 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.

Curiosità

Tra gli  eventi storici che vi ebbero luogo, il più rilevante fu l’incoronazione di Carlo V ad imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1530.

Nella basilica si trovano due organi monumentali, quello sul lato destro del Presbiterio,  risalente al 1475 è il più antico grande organo giunto fino a noi.

Nella chiesa è possibile ammirare anche la Meridiana più lunga del mondo, costruita nel 1655 su progetto dell’astronomo Giovanni Domenico Cassini: i suoi 66,8 m di lunghezza sono pari alla seicentomillesima parte della circonferenza terrestre (66,8 metri). Ufficialmente Cassini intendeva determinare con la massima accuratezza la lunghezza dell’anno, misurando il tempo  tra due passaggi successivi del Sole all’equinozio di primavera, onde verificare la correttezza della riforma gregoriana del calendario. In realtà,  a meno di 20 anni dal processo a Galileo, voleva risolvere la controversia tra quanti ritenevano che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra immobile e quanti ritenevano, invece, che la Terra ruotasse intorno al Sole e che il moto del Sole fosse solo apparente. Grazie alla Meridiana riuscì a confermare sperimentalmente l’eccentricità dell’orbita terrestre.

-Dal 2005, Anno Internazionale della Fisica, nella cappella di San Michele (vicino alla grande meridiana del Cassini) è presente un pendolo atto a dimostrare la rotazione della Terra, secondo quanto suggerito dal fisico francese Leon Foucault nel 1851.

-La chiesa ospita le spoglie di Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone.

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